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«Esagerando un po' verrebbe da dire che Pietro Zoppi - Pietrin per i suoi conterranei, Pierino per i suoi amici romani - era "la" Dc. Ne era un frammento, la tessera di un mosaico, il filo di un tessuto. Quasi un dettaglio, nel contesto di un avventura politica e di governo durata circa mezzo secolo. Ma uno di quei dettagli che contengono sempre in sé una ragione più grande e più profonda, che svela tutto quello che appare nascosto.
Il fatto è che la Democrazia Cristiana si capisce e si spiega solo se molte di quelle storie, di quei personaggi, di quei luoghi danno poi vita a un insieme. La pubblicistica dei giorni nostri si sofferma sulle personalità più grandiose e più conosciute di quella straordinaria avventura democratica. I De Gasperi, i Fanfani, i Moro, gli Andreotti. Ma la vera forza di quel partito era custodita piuttosto dalle sue retrovie, presso tutte quelle figure poco conosciute, periferiche, in larga misura sottratte alla luce dei riflettori. Protagonisti a cui non venne quasi mai offerto lo splendore della ribalta. Ma che nei loro ambienti furono capaci di mettere radici. E soprattutto di fare la differenza nelle vite degli altri.
Il vero democristiano era spesso un anonimo. Ma era un protagonista nel suo contesto. Nella gran parte dei casi non conosceva la fama e quasi mai andava di moda. In compenso lasciava tracce di sé e della sua fatica nel piccolo mondo dei paesi, delle sezioni, dei territori dove la sua orma si posava con la discrezione tipica di chi ha imparato fin da ragazzo che la politica non è un atto di imperio e che l'eccesso di protagonismo può essere un peccato capitale».
dalla Prefazione di Marco Follini
Anno
2026
Pagine
192
Formato
15 x 21 cm
ISBN
9788863821659
Lingua
Italiano
Copertina
brossura